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PALLINE DELLE GEISHE

Le palline vaginali (conosciute anche come Ben Wa Balls oppure Geisha Balls), sono delle piccole sfere di metallo o plastica, generalmente cave, contenenti altre sfere più piccole di metallo un po’ più pesante che muovendosi producono delle piccole vibrazioni. 
Si narra che queste palline siano originarie del Giappone (500 A. C.) conosciute anche come “Rin no tama” ovvero campanellini tintinnanti, e i materiali utilizzati per crearli all’epoca erano sia il metallo che l’avorio.


Originariamente la pallina era una sola e veniva sistemata nella vagina per aumentare il piacere sessuale dell’uomo durante il coito, poi col passare del tempo le donne giapponesi capirono che potevano utilizzarle anche per soddisfare il “proprio” piacere sessuale; così facendo le Ben Wa si sono evolute in una serie di molteplici sfere unite da una cordicella di seta che ne permetteva la rimozione in modo più semplice. 
In Occidente apparvero per la prima volta alla fine del sedicesimo secolo dove venivano utilizzate principalmente dagli uomini, mentre in Tailandia venivano adoperate per favorire l’ingrossamento del pene. Oggi sono apprezzate in tutto il mondo e si presentano come palline simili a quelle da golf, di diversi materiali, legate fra loro in serie da un sottile filo di nylon che viene fatto passare all’interno di ognuna e fuoriesce formando un loop simile a quello degli assorbenti interni. 
Per quanto riguarda le modalità d’uso, le palline vengono inserite nella vagina una per volta (anche tramite l’utilizzo di lubrificanti) con la stessa tecnica e “accuratezza” di un assorbente interno. Successivamente occorre contrarre e rilassare ritmicamente il muscolo vaginale, solitamente si fanno 60 battute al minuto cercando di mantenere questo ritmo per almeno 3 o 4 minuti; queste contrazioni del muscolo vaginale fanno sì che le palline interne di metallo inizino a girare nelle palline cave producendo profonde vibrazioni all’interno della vagina.

Le palline Ben Wa vengono utilizzate come giocattolo sessuale e la cosa bella è che la donna può utilizzarle sia durante l’attività sessuale vera e propria, sia durante tutto l’arco della giornata senza che nessuno se ne accorga: così facendo le palline regalano una stimolazione erotica leggera ma resistente che perdura per tutto il tempo grazie allo spostamento dei pesi contenuti nelle varie palline. 
L’utilizzo basilare è legato all’allenamento dei muscoli vaginali, precisamente i muscoli del pavimento pelvico, simile all’esercizio del Daino diffuso nella pratica taoista e agli esercizi introdotti dal ginecologo statunitense Arnold Kegel. Si narra infatti che le geishe le utilizzassero per rendere i loro muscoli così tonici da fare eiaculare un uomo solamente con le contrazioni dei muscoli vaginali mentre loro dall’esterno restavano immobili e impassibili. Questa tecnica permette di raggiungere facilmente l’orgasmo in quanto le varie contrazioni e vibrazioni create dalle palline vanno dritte dritte  a stimolare il famoso “punto g”. Il loro utilizzo crea inizialmente una leggera stimolazione il cui fine non è l’orgasmo, ma l’eccitazione. Molte donne trovano semplicemente fantastico utilizzare le palline durante una piacevole seduta su un dondolo, anche se i risultati più soddisfacenti si ottengono mediante lunghe camminate. Con l’avvento delle nuove tendenze sono aumentate le varianti di questi oggetti: troviamo palline in silicone colorate, disposte a mo’ di collana, alcune possono essere solide, altre accoglieranno al loro interno delle piccole campanule, stile matrioska, come le famose “palline duotone”.